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Titanic
Ballando mentre la nave affonda
SOCIETA'
27 giugno 2011
Napoli: emergenza rifiuti

Avevamo appena finito di risolvere l’emergenza Lampedusa. Ed ecco la nuova emergenza in arrivo: la monnezza a Napoli. De Magistris, appena eletto, dichiarò che avrebbe ripulito Napoli in 5 giorni. Ma già al terzo giorno, visti gli scarsi risultati, cominciò a parlare di complotto. Al quinto giorno, scaduto il termine, disse che è colpa del Governo e che a Berlusconi non importa niente di Napoli. Poi ha accusato la camorra ed oggi afferma che “ dietro c’è una regia“. Deve essere un regista esordiente che vuol tornare al neo-realismo e fotografare la spazzatura vera in strada, invece che ricostruirla in studio. E si risparmia molto. Se però non si trovasse il regista, non resta che invocarsi a San Gennaro.

Ma risolveremo anche questa, fino alla prossima emergenza. Già, perché noi abbiamo l’emergenza endemica. Se ci manca l’emergenza andiamo in crisi. Risolta una emergenza, quindi, se ne crea un’altra. D’estate abbiamo l’emergenza caldo e d’inverno l’emergenza freddo. Passiamo con indifferenza dall’emergenza siccità all’emergenza alluvioni. E giorno per giorno affrontiamo l’emergenza incendi, l’emergenza frane, l’emergenza traffico, l’emergenza alloggi, l’emergenza rifiuti, l’emergenza mucca pazza, l’emergenza aviaria, l’emergenza clandestini… L’Italia è un Paese fondato sulla emergenza. Per fortuna c’è uno stuolo di specialisti, di addetti ai lavori, di volontari, di Enti pubblici, associazioni, un esercito di persone che si occupano di queste emergenze. Gli addetti alle emergenze costituiscono un pilastro della nostra società.

Tanto che se, per qualche strano evento miracoloso, all’improvviso dovessero scomparire le emergenze, sarebbe un grosso problema: ci sarebbero migliaia e migliaia di disoccupati. E allora nascerebbe una nuova emergenza: “Emergenza disoccupati per mancanza di emergenze“. I Comuni aprirebbero degli sportelli “Emergenza disoccupati dell’emergenza“, il Governo stanzierebbe milioni di euro e tutto filerebbe liscio. No problem… A noi l’emergenza ci fa un baffo!

SOCIETA'
27 giugno 2011
VIP e stress

Oggi se non sei intercettato non sei nessuno. Ormai, da alcuni anni, grazie all’intraprendenza di pm d’assalto in cerca di gloria, mezza Italia è stata intercettata. Ci passano tutti quelli che contano: politici, uomini d’affari, personaggi dello spettacolo, della cultura, calciatori, giornalisti, divi della TV, e perfino ercort ed aspiranti escort. Insomma, i VIP. Insieme a loro vengono intercettati anche amici e conoscenti i quali, saltuariamente, hanno occasione di parlare con loro al telefono. Non è come essere VIP, però anche solo essere amico di un VIP e parlarci è già qualcosa.

Se però non rientri in questo elenco, allora cominci ad avere il sospetto di non aver combinato niente di buono nella vita. Ti senti un fallito, ti cala l’autostima e ti viene lo stress…

depressione Visualizzazione Web - Media

POLITICA
23 giugno 2011
Lo scemo della NATO
 Dopo l’ennesimo raid in Libia, che avrebbe causato una decina di morti civili, la Nato ammette l’errore (fra tante bombe intelligenti qualcuna stupida c’è sempre), apre un’inchiesta e, se la notizia fosse confermata, è pronta a “chiedere scusa“. Non è la prima volta. Lo stesso giorno in cui la Nato assunse il comando delle operazioni militari, si registrarono diverse vittime civili a Tripoli. Anche allora la Nato aprì un’inchiesta e liquidò l’errore come semplici “danni collaterali“. Già, perché i morti causati dalle bombe Nato non sono morti normali, sono danni collaterali.

Questa volta, però, oltre ad aprire la solita inchiesta (una più, una meno…), sono pronti a chiedere scusa. Ma come, prima bombardi e poi chiedi scusa? Ma sei scemo? Sembrerebbe di sì. Anzi, gli scemi potrebbero essere più di uno. Allora ci aspettiamo un’altra dichiarazione congiunta in cui, dopo aver chiesto scusa alla Libia, chiedano scusa anche agli altri. Una semplice e onesta dichiarazione: “Scusate se siamo scemi“.

televisione
14 giugno 2011
Santoro & C.
Le mirabolanti imprese del dottor Santoro, in arte “Michele chi?”. Il nostro tribuno mediatico avrebbe potuto fare molte cose nella vita, grazie alle sue innate doti istrioniche. Sarebbe stato, per esempio, un ottimo attore. Sono 30 anni che è in televisione, fa e dice quello che gli pare e come gli pare, ma continua ad interpretare il ruolo di vittima, di perseguitato, alludendo a censure, bavagli, imposizioni, intimidazioni, minacce e sanzioni. E lo fa così bene che la gente gli crede. Devi essere molto bravo per ingannare il pubblico per tanti anni.

Un altro ruolo che interpreta benissimo è il finto tonto. Sapete, quello che qualunque domanda gli facciate, fa finta di cascare dalle nuvole, non sa niente e vi risponde per vie traverse. Così quando lo accusano di essere eccessivamente fazioso, risponde, citando i dati auditel e share, che il suo programma fa grandi ascolti. Quando gli rimproverano di non garantire il pluralismo degli interventi ed il contradditorio e di fare uso personale del mezzo pubblico, risponde che il suo programma è ampiamente ripagato dai grandi introiti pubblicitari. Non risponde alle accuse, fa finta di non aver capito, fa il finto tonto. Ed anche questo lo fa così bene che la gente gli crede. Ma non tutti, qualcuno comincia ad ammettere che Santoro esageri. Il presidente RAI Garimberti, per esempio, risponde che Santoro fa demagogia e fa un uso distorto del mezzo pubblico. Lo stesso Garimberti che fino a ieri lo aveva sempre difeso dalle stesse accuse. E se anche Garimberti oggi deve ricredersi vuol dire che forse non erano accuse infondate. E cosa risponde Santoro? Tanto per cambiare risponde che lui non dialoga con chi si comporta come Pilato. Ecco, come al solito non risponde alle accuse. Fa il finto tonto e lo fa molto bene.

Gli crede anche uno stuolo di giornalisti, opinionisti, editorialisti più o meno autorevoli, che per difendere il loro idolo usano proprio quegli argomenti; i grandi ascolti e gli introiti pubblicitari. Anche questi sono bravissimi a fare i finti tonti. Dimenticano, infatti, che la RAI, in quanto azienda pubblica, non ha come fine quello di realizzare utili e profitti d’impresa, ma quello di garantire il servizio pubblico. Quindi, parlare di ascolti e di incassi è un argomento del tutto fuori luogo, tipico di chi fa il finto tonto per non rispondere alle vere domande. L’ipocrisia di questa gente è fin troppo evidente, se si pensa che sono gli stessi che accusano la Tv commerciale, Mediaset, di non badare alla qualità dei programmi, ma solo al profitto d’azienda. Se però i profitti li fa Santoro, allora va benissimo e giustifica qualunque porcheria e faziosità. Valli a capire!

Ma il nostro istrione è così bravo che tutti pendono dalle sue labbra e quello che dice Santoro è vangelo. Lui è il protagonista, è l’officiante di questa cerimonia mediatica; la televisione è Santoro, l’informazione è Santoro, la verità rivelata è Santoro. Lo si capisce benissimo anche dalla scenografia dello studio. Lui al centro, sempre in primo piano, come protagonista e direttore di scena, intorno gli ospiti (scelti da lui) e più su in piccionaia il pubblico (anche questo scelto da lui) pronto a fare la claque. Ma sono solo comparse il cui compito è proprio quello di esaltare il vero protagonista, l’interprete principale, l’istrione, il mattatore: lui, Santoro. Ha un Ego così smisurato ed è tanto pieno di sé che, forse, deve indossare delle camicie elastiche per evitare che, gonfiandosi, saltino i bottoni della camicia.

Il nostro mattatore mediatico si lamenta, anche questa è un’interpretazione che gli riesce benissimo, di non essere gradito all’azienda. Ricorda le polemiche continue, il difficile rapporto con la direzione della RAi. E’ l’unico conduttore che può permettersi di mandare il direttore generale a quel paese, senza pagarne le conseguenze. Ma Santoro è Santoro! Ma la cosa che più lo ha amareggiato in questi anni, lo confessa in diretta, è il fatto che si dica che lui è in RAI perché lo ha stabilito un giudice. Come se fosse una menzogna, una calunnia. Invece è la pura e semplice verità. Lui è in RAI perché un giudice ha deciso che fosse reintegrato in azienda, che avesse un suo programma e che fosse in prima serata. Altrimenti sarebbe a cercare funghi. E’ vero, ma non bisogna ricordarglielo, perché lui è così sensibile che, poverino, ne risente.

Ma tutti gli spettacoli finiscono, anche quello di Santoro. Così, sempre facendo la vittima, decide di porre fine alla commedia e, con un accordo consensuale, rescinde il contratto che lo lega all’azienda, ripagato con una lauta liquidazione di 2,3 milioni di euro. Ed ecco che lo stesso Santoro ne dà l’annuncio nell’ultima puntata della stagione. Ma da animale di palcoscenico quale è, ha ancora un guizzo finale. Una sorpresa, il classico colpo di teatro. Annuncia che il contratto prevede che lui possa continuare a collaborare con la RAI. E lui è pronto a riprendere i contatti per rifare un’altra stagione di Annozero. Questo dopo aver firmato giusto il giorno prima la sua uscita dalla RAI. Ora, se questo non è un tipico caso di schizofrenia, cos’è? Per sua fortuna, però, la moglie fa la psicologa, quindi potrà seguirlo ed assisterlo molto da vicino. Fine della storia? No, proprio oggi arriva l’ultimissima. Dopo aver rescisso il contratto, lasciato l’azienda ed intascata la molto lauta liquidazione, udite udite, oggi si propone come direttore generale della RAI. Forse il caso Santoro è più grave del previsto. Forse non basta l’assistenza familiare. Forse occorre un bravo specialista.

Caro Santoro, vada a La7, La8, La9, La Spezia…se non le va di andare a quel paese ne scelga un altro a piacere, ma ci vada. E ci resti…

Santoreide

- Lo strano caso del dottor Santoro

- Santoro e il pluralismo

- Gaber vs. Santoro

- Salviamo Santoro

- Santoro ha rotto i bicchieri

- Annozero visto da…

- Annozero trans.genico

- Escort: l’uovo ed il pelo

- Manuale pratico di guerriglia mediatica

- Effetto Travaglio

- Santoro insiste, Vauro peggiora

- Santoro: quando c’è la salute…

- Santoro vergognati

- Vauro ride sui morti

- La sinistra che odia i volontari

- Santoro? Indecente…

- Annozero: Annunziata vs. Santoro

- Il bello di Annozero

- Santoro, Santoro…

- Santoro e il suo microfono (non si rubano i giocattoli ai bambini)

SOCIETA'
14 giugno 2011
Carnevale romano

Grande successo dell’Europride. Un lungo e festoso corteo ha attraversato Roma a suon di musica, slogan, cartelli, striscioni. Una parata in cui hanno sfilato personaggi pittoreschi, maschere e perfino 40 carri allegorici, come a Viareggio. Insomma, una carnevalata romana fuori stagione. Presenti anche numerosi esponenti della politica. Immancabile, ovviamente, Nichi Vendola che appare ovunque ci sia una manifestazione, una protesta, un corteo o un palco da cui arringare i suoi fedeli. Subito attorniato da cronisti d’assalto, ansiosi di ricevere la dichiarazione quotidiana del nuovo guru della sinistra, il nostro Nichi ha rilanciato il vecchio e caro slogan in difesa dei diversi o, se volete, dei diversamente normali: “La diversità è una ricchezza“.

Questo slogan, però, bisognerebbe trattarlo come i prodotti tossici, con estrema cautela e tenere lontano dalla portata dei bambini, perché si presta a diverse interpretazioni. Facciamo degli esempi pratici. Al mondo esistono persone oneste e delinquenti i quali, chiaramente, sono diversi dagli onesti. Ne consegue che, essendo una diversità, i delinquenti sono una ricchezza. Esistono persone moderate, miti e pacifiche ed esistono prepotenti e violenti i quali, sono, evidentemente diversi. Quindi anche i violenti, essendo diversi, sono una ricchezza. Anche i mafiosi sono diversi o, se preferite, “diversamente onesti“; quindi anche i mafiosi sono una ricchezza. Ed anche i mafiosi sono orgogliosi di essere dei boss. In futuro, quindi, potrebbe svolgersi una manifestazione per rivendicare l’orgoglio della diversità mafiosa: il “Mafiapride”.

Esistono i ricchi ed esistono i poveri la cui diversità dai ricchi è evidente a tutti. Anche i poveri, dunque, essendo diversi sono una ricchezza. Può sembrare un’interpretazione distorta del motto vendoliano, ma non lo è. Anzi, è del tutto logica. Così logica che potremmo esprimere il concetto con un classico sillogismo:

a) La diversità è ricchezza.

b) La povertà è diversità.

c) La povertà è ricchezza.

Beh, signori, questa è logica, mica un editoriale di Repubblica. Come se non bastasse, a complicare le cose ci si mette anche Lady Gaga, giunta a Roma come madrina della manifestazione ed ormai icona di gay, lesbiche, trans, monosessuali, bisessuali, plurisessuali etc…Anche lei, intervenendo prima dell’esibizione canora, ha voluto lanciare il suo slogan, urlandolo alla folla plaudente: “Uguaglianza subito“. Ora, come è risaputo, uguaglianza e diversità non sono solo difficilmente compatibili, ma sono opposti e contrari. Ma allora ha ragione Vendola o Lady Gaga? Ragazzi, mettetevi d’accordo. E’ chiaro che in zona europride hanno le idee un po’ confuse e non solo in materia sessuale.

Come conciliare questa contraddizione? Sembra che in un primo momento avessero pensato di basarsi sul calendario. Nei giorni pari si esalta la diversità e nei giorni dispari si chiede l’uguaglianza. Ma non è molto funzionale, perché i due concetti sono ugualmente importanti e possono essere usati secondo le circostanze e la convenienza. Potrebbe capitare, quindi, che nei giorni pari sia più utile alla causa parlare di uguaglianza ed in quelli dispari appellarsi alla diversità come ricchezza. Per non precludersi alcuna possibilità, sembra che abbiano optato per uno slogan double face, utilizzabile sempre. In verità gli slogan sono due: “Uguaglianza delle diversità“, oppure “Diversità delle uguaglianze“. Da usare a piacere. Ricorda un po’ le convergenze parallele di Moro, ma è facile da usare e va sempre bene.

Insomma, è una nuova corrente di pensiero. Quella di chi dice che il vento è cambiato, che esiste un’Italia migliore, che si propone come il nuovo che avanza. Ecco due esemplari del nuovo che avanza, due modelli sociali da seguire e imitare, due icone del nuovo mondo migliore: Vendola e Luxuria. Con questi modelli sociali si prospetta per l’Italia un futuro roseo. Anzi, rosa shocking. Ma non lasciatevi ingannare, oggi niente è quello che sembra. Chi indossa abiti maschili non sempre è un maschio. E chi indossa abiti femminili non necessariamente è una donna. Apparentemente sembrano uomini e donne, sono quasi uguali, ma sono diversi. Diciamo che sono diversamente uguali o ugualmente diversi. In ogni caso, è bene leggere attentamente le istruzioni, maneggiare con cura, tenere lontano dalla portata dei bambini ed accertarsi bene prima dell’uso…

vendola-luxuria

SOCIETA'
14 giugno 2011
Una mucca al bar

Meraviglie della scienza. Hanno clonato una mucca introducendo dei geni umani, così la bestiola produrrà latte simile a quello materno degli umani: “Mucca horror, produce latte umano“. Non c’è limite alla fantasia creativa della scienza moderna. Niente di strano che in futuro dai bar spariscano le vecchie macchine per il caffè. Perché? Semplice, perché introdurranno dei geni della pianta del caffè nelle mucche che, così, produrranno sia il latte che il caffè o direttamente il cappuccino…anche con la schiuma.

Poi riusciranno ad introdurre nelle mucche i geni dell’orzo, della vite, del luppolo, così avremo mucche che producono vino e birra. Ma non finisce qui, perché negli anni prossimi si prospetta una crisi gravissima, la fine delle scorte del petrolio. Quindi riusciranno a trattare le mucche opportunamente con idrocarburi, in modo che producano direttamente petrolio. Le mucche più ecologiche, quelle che pascolano beate nelle verdi valli di montagna, invece che petrolio, produrranno direttamente la benzina verde. Bella la scienza…

Ecco una rarissima immagine di un segretissimo esperimento: l’incrocio fra una mucca ed il gruviera, il formaggio coi buchi…

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POLITICA
9 giugno 2011
Nasce "Forza sud"

Altro che bipolarismo, i nuovi partiti crescono come i funghi. Ogni giorno c’è qualcuno che si sveglia e fonda un nuovo partito, come se non bastassero quelli esistenti. E’ la volta del parlamentare PDL Gianfranco Miccichè il quale, non si sa bene perché, ha deciso di creare un nuovo partito: “Forza sud“.

E volete che il centro si lasci schiacciare fra una Lega Nord e una Forza sud? Giammai. Si dice, infatti, che sia già in preparazione la creazione di un altro partito: “Forza centro“. Ma non basta, perché tanto per non restare estranei alla contesa e finire “isolati“, quasi certamente nascerà un partito “Forza isole“. Fine della creazione partitica? No, perché il pericolo sarà che le isole maggiori possano risultare egemoni rispetto alle minori. Quasi sicuramente, quindi, nascerà un altro partito: “Forza isole minori“.

In prospettiva si intravvede già la creazione di un ulteriore partito trasversale fra nord, sud, centro e isole, che sembra destinato a raccogliere ampi consensi. Ha un nome lungo, come il titolo di un film della Wertmuller, anch’esso ispirato alla “Forza“, però il messaggio è chiarissimo. Si chiamerà “Forza… che ce la fate ad andare a quel paese e togliervi dalle balle“. Auguri e coraggio…


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SOCIETA'
9 giugno 2011
E.coli story

L’avvincente telenovela di cetrioli e batteri killer. Tutto è cominciato circa una settimana fa con titoloni in prima pagina che annunciavano la morte di 15 persone in Germania a causa di un batterio letale presente sui cetrioli. Allarme globale per il possibile scatenarsi di una epidemia. A seguire ci hanno informato che i cetrioli incriminati era stati importati dalla Spagna. Immediata la reazione dei coltivatori spagnoli che, visto il blocco delle esportazioni, denunciavano enormi perdite. Così, dopo due giorni, arriva il primo contrordine: i responsabili sono i cetrioli, ma non quelli spagnoli. I cetrioli potrebbero essere stati contaminati durante il trasporto o la lavorazione.

Ma le prime indagini scagionano i cetrioli. Potrebbero essere i pomodori, si afferma. Smentita anche questa ipotesi, la causa sembra individuata in alcuni ristoranti di Amburgo, durante una festa locale. Altra smentita e nuova ipotesi: la causa del contagio non sembra da attribuire agli ortaggi, ma alla carne. Ma anche questa ipotesi viene subito scartata. Intanto, per far crescere la paura di epidemia, si segnala un caso in Italia, a Merano. Ma nel giro di 24 ore arriva la smentita: non si tratta di infezione da E.coli, ma di semplice gastroenterite.

Ma in Germania i morti aumentano, siamo già a venti. Ed ecco la nuova scoperta: la causa della trasmissione del batterio sono i germogli di soia. Sembra la soluzione definitiva. Anzi, viene annunciato con grande enfasi che è stata individuata anche la cooperativa agricola che produce questi germogli responsabili del contagio. La cooperativa viene chiusa ed il consumo di soia crolla, così come l’intero comparto degli ortaggi e della frutta. Ma dalle analisi effettuate presso la cooperativa non risultano tracce del batterio sui germogli di soia. Così, dopo i cetrioli, il pomodoro, la carne, anche la soia risulta innocente e viene scagionata. Intanto il Commissario europeo per la salute, John Dalli, dopo aver dichiarato in precedenza che i germogli di soia incriminati fossero di provenienza africana, si è dovuto scusare, all’assemblea di Strasburgo, per aver fornito la solita bufala. Afferma, anzi, che ad oggi non è nemmeno accertato che la responsabilità dell’epidemia sia da addebitare ai germogli di soia. Altro giro, altra corsa, altre ipotesi in arrivo, si accettano scommesse (oggi sono di moda).

Intanto i danni sono enormi. Tanto che l’UE ha già in agenda l’erogazione di 150 milioni di euro (E io pago…) da assegnare all’agricoltura. I più colpiti, oltre alla Germania, sono gli spagnoli, ritenuti i responsabili della prima ora, ma anche in Italia si registra un crollo delle vendite di frutta e verdura con ingenti perdite. Ora, come mi chiedevo nel post “Los pepinos indignados“, chi resterà con il cetriolo in mano? Eccolo, è l’europarlamentare spagnolo Francisco Sosa Wagner che, durante una sessione a Strasburgo, tiene in mano orgogliosamente il suo “pepino” iberico accusato ingiustamente.

cetriolo strasburgo

Ma non finisce qui. Dopo la soia, assolta per insufficienza di prove, chi sarà il nuovo inquisito per l’epidemia? Strano che non abbiano ancora pensato alla mozzarella. Eppure sembrerebbe la prima ad essere implicata, viste tutte le bufale che circolano sui media. La telenovela continua, alla prossima puntata. Non cambiate canale, restate con noi, linea alla regia, pubblicità…

POLITICA
9 giugno 2011
Bella l'accoglienza

Pisapia, neo sindaco di Milano, accusa Formigoni di non aver fatto abbastanza per accogliere i profughi e promette di fare di Milano la città dell’accoglienza. Tanto mica li deve ospitare a casa sua o a palazzo Marino. Anche il Presidente Napolitano in una lettera che sarà pubblicata domani sul Corriere, invita all’accoglienza. Tanto mica li deve ospitare nei giardini del Quirinale o nell’appartamento presidenziale. Anche il Papa non perde occasione per ricordarci il dovere dell’accoglienza. Tanto mica li ospita nei giardini vaticani o nella Cappella Sistina. A seguire, in ordine sparso, intellettuali, giornalisti, opinionisti, associazionisti, artisti, buonisti di varia estrazione, sono quotidianamente impegnati a promuovere l’accoglienza. Tanto mica li devono ospitare in casa loro. Che bello impegnarsi per l’accoglienza; specie se fatta in casa d’altri…

SOCIETA'
9 giugno 2011
Arte nuda
           

La definizione “Arte contemporanea” contiene una verità ed una menzogna. La verità è che sia contemporanea, la menzogna è che sia arte. E poiché uno dei termini è falso, l’intera definizione risulta falsa. Quella che chiamano arte contemporanea è un bluf, un’autentica truffa culturale tenuta in piedi da personaggi senza scrupoli che ci campano. La conferma è questa “opera” di Gaetano Pesce in bella mostra alla Biennale di Venezia. Il bello di quest’opera è che, contrariamente alla stragrande maggioranza delle opere moderne, si capisce cos’è: una donna nuda. E’ la pornostar Vittoria Risi. Che sia nuda è evidente, che sia contemporanea non c’è dubbio, che sia arte…beh, questa è un’altra storia!

Vittoria Risi pornostar

Se avete ancora qualche dubbio sulle porcherie spacciate per arte, leggete questo illuminante resoconto di alcune performances di questi “artisti moderni”: “Venezia offre (anche) sodomia d’artista”.

La sintesi, forse, è questa “opera” che, onestamente, si autodefinisce per quello che è l’arte contemporanea…

arte shit


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