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Titanic
Ballando mentre la nave affonda
SOCIETA'
23 novembre 2015
Terrorismo, siccità e Prima della Scala
           

Ipotesi sconcertante del principe Carlo sul terrorismo.

In questi giorni ne abbiamo sentite tante sulle cause del terrorismo islamico. Nei paesi arabi i media diffondono l’idea che  la strage di Parigi sia stata organizzata dall’America e dal Mossad, il servizio segreto israeliano.  Ma anche in Italia, i musulmani di casa nostra, come abbiamo sentito in certi servizi in TV, danno la stessa spiegazione (evidentemente influenzati dalla TV araba che seguono via satellite).  Altre ipotesi le riportavo nel post “Isis for dummies” di pochi giorni fa. Oggi arriva l’ultima della giornata, riportata dalla stampa, per giustificare il terrorismo islamico, la nascita dell’Isis e la strage di Parigi: “Tutta colpa della siccità“. E’ l’ipotesi del principe Carlo d’Inghilterra: “Ci sono davvero prove credibili che il grave periodo di siccità, durato circa 5-6 anni, è una delle principali cause dell’orrore in Siria.”.

Non lasciamoci influenzare dal fatto che nella foto a lato appare tenendo in mano una bottiglia con tanto di cavatappi, con l’espressione beata ed il volto rubicondo. Non è detto che l’ipotesi principesca sulle cause delle stragi terroristiche sia la conseguenza di un bicchiere di troppo. Spesso la causa è del tutto naturale, innata. Del resto, cosa possiamo aspettarci da uno che preferiva Camilla a Diana? E’ chiaro che ha sempre avuto una visione distorta della realtà; sia in campo climatico, sia in quello estetico. Nessuno è perfetto.

Scale e presidenti

Il Presidente Mattarella, quello che sprizza gioia di vivere da tutti i pori, non sarà presente alla Prima della Scala, suscitando il risentimento di Maroni (Polemica tra Maroni ed il Colle).  La verità è che ultimamente il nostro Presidente soffre di una forma acuta di artrosi a causa della quale ha difficoltà a salire le scale. Ecco perché ha rinunciato. Appena informato della causa della rinuncia di Mattarella,  Maroni ha assicurato che, per facilitare la presenza del Presidente, provvederà a sostituire la Scala con un ascensore.

consumi
12 novembre 2015
Olio extravergine, molto olio e poco vergine
           

Ennesimo scandalo alimentare: l’olio vergine non è vergine.

Ultimissime: “L’olio d’oliva non era extravergine: 7 aziende indagate per frode“. Niente è più come prima, la genuinità non esiste più, tutto è contraffatto, adulterato, addizionato, manipolato, camuffato, mistificato. Così anche il nostro pregiatissimo olio extravergine d’oliva, prodotto di eccellenza dell’agricoltura italiana non è quello che sembra e grandi marchi storici sono sotto accusa per aver commercializzato come extravergine un olio che non lo è. Ma in fondo, perché tanto scandalo e clamore? E’ vergine, non è vergine; è solo un concetto anacronistico, distinzioni superate da tempo. Lo sanno tutti ormai che essere vergini non è più un valore. No?

SOCIETA'
4 febbraio 2015
La jihad ci fa un baffo
           

Siamo in Italia, anche fare i terroristi diventa difficile, quasi impossibile. Ieri parlavo seriamente del pericolo terrorismo (Jihad e aspiranti suicidi), oggi vediamo l’altra faccia della medaglia, tanto per cercare di sorridere, finché ci riesce. Anni fa circolava in rete una divertente storiella sulle disavventure di due aspiranti terroristi musulmani in Italia. La ripropongo interamente.

Ecco perché in Italia non ci saranno attentati terroristici

Alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che, dopo le affermazioni di Berlusconi, secondo cui la civiltà occidentale è superiore a quella islamica, Bin Laden diede ordine di organizzare un attentato aereo in italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire “il castigo di Allah per gli infedeli italiani”. Ecco la storia e l’itinerario dei due terroristi una volta giunti nel nostro Paese.

Domenica ore 23:47 Arrivano all’aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia; escono dall’aeroporto dopo otto ore perché gli hanno perso le valigie. La società di gestione dell’aeroporto non si assume la responsabilità della perdita ed un impiegato consiglia i terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po’ di fortuna! Prendono un taxi. Il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore; e vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città durante un’ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge le 374.000 lire, il tassista decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati dei soldi e coperti di mazzate, li abbandonano esanimi nel Rione 167.

Lunedì ore 04:30 Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di noleggiare un’auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.

Lunedì ore 12:30 Arrivano a piazza Garibaldi (finalmente!). Decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente; i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100.000 falsi!

Lunedì ore 15:45 Arrivano all’aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell’Enel del centro direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perché chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti (altrimenti “che controllori saremmo”, hanno dichiarato.). L’unico aereo disponibile in pista è uno della MARADONA AIR con destinazione Alghero ed ha 18 ore di ritardo. Gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d’attesa, intonano canti popolari, gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini e cominciano a dare manganellate a destra e a manca contro tutti, accanendosi in particolar modo sui due arabi.

Lunedì 19:05 Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i biglietti per l’aereo con destinazione Alghero, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli vende i biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.

Lunedì 22:07 A questo punto, i terroristi sono indecisi se fare l’attentato, oppure no. Non sanno più se distruggere Napoli sia un atto terroristico o un’opera di carità.

Lunedì 23:30 Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell’aeroporto; ordinano panino con la frittata ed impepata di cozze.

Martedì 04:35 In preda ad una salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all’ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.

Domenica 17:20 Dopo dodici giorni escono dall’ospedale e si trovan nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa co il neopromosso Palermo, per 3-0 con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall’arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della “MASSERIA CARDONE”, vedendo i due arabi scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un’altra caterva di legnate. Il Capo degli ultra è un tale “Peppo o’Ricchione” che abusa sessualmente di loro.

Domenica 19:45 Finalmente, gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di ubriacarsi (una volta nella vita, anche se è peccato). In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l’intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositivita’ all’HIV (Peppo non perdona).

Martedì 23:42 I due terroristi fuggono dall’Italia in zattera con direzione Libia, cagando fuoco per tutto il percorso, semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV. Giurano per Allah che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese; gli attentati preferiscono farli negli Stati Uniti.


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permalink | inviato da Giano il 4/2/2015 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
4 novembre 2013
Il Milite Ignoto
 

Il 4 novembre, in tutta Italia, si  svolgono cerimonie per la festa delle Forze Armate e per la celebrazione della Vittoria nella grande guerra. Per una volta che abbiamo vinto è giusto ricordarlo. Non vincevamo una guerra dai tempi dell’impero romano! Immancabile l’omaggio al “Milite Ignoto“, presso l’Altare della Patria. Poco o niente sappiamo di questo “Ignoto” (altrimenti non sarebbe ignoto).

Ma se la Patria riconoscente gli ha dedicato un colossale monumento deve aver avuto dei meriti particolari. E’ probabile, visto che è Ignoto, che appartenesse ai servizi segreti. Infatti è così segreto che nessuno ha ancora scoperto chi sia.  Ma una cosa è certa: era un grande amatore. Ha avuto un numero incalcolabile di donne, roba da far impallidire Don Giovanni e Casanova.

In verità non lo si può definire propriamente un galantuomo, anzi. Aveva la pessima abitudine di sedurre le malcapitate fanciulle e poi abbandonarle con il frutto della colpa. La prova? Semplice, non c’era città d’Italia che non avesse un orfanotrofio o un brefotrofio per bambini abbandonati o senza padre. Decine, centinaia, migliaia di bambini, tutti figli di padre… Ignoto. E bravo Ignoto: ce la siamo spassata, eh?

SOCIETA'
24 febbraio 2013
Vota PdC (si risparmia e fa bene alla salute)
 

Domani si vota, finalmente. Così la smettiamo con le passerelle televisive e gli appelli dell’ultimo minuto. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato, simm’e Napule paisà. Trullalero trullalà!

Ultimo appello

La politica è in crisi, l’economia è in crisi, il cinema è in crisi, la famiglia è in crisi, la RAI è in crisi, la scuola è in crisi, tutto è in crisi. Perfino gli psicologi, non riuscendo a contrastare il dilagare di questa epidemia di crisi globale, sono in crisi per eccesso di crisi.
In politica si naviga a vista e si tenta di tutto per far finta di cambiare le cose in modo che tutto resti come prima. Il  libro più letto in Parlamento è “Il gattopardo“.

In questa atmosfera di estrema confusione è necessario intervenire con proposte concrete che, una volta per tutte, riportino la politica nel suo ambiente naturale: il mercato delle vacche.
Per questo motivo abbiamo deciso di scendere in campo e fondare un nuovo partito che sia improntato alla massima chiarezza.

Premessa
Il nostro movimento si batterà per contrastare il confusionismo integralista del cerchiobottismo doppiopesista dello statalismo liberale perseguito dall’ateismo clericale, dal bigottismo ateo dei marxisti cattolici e dall’immobilismo movimentista del relativismo dogmatico.

Il programma
A tal fine proponiamo un liberalsocialismo cattolaicista conservatore e riformista che si batta per una democrazia totalitaria in un libero mercato di Stato, fondato sul capitalismo noglobalista autarchico. Un partito movimentista che nasca dal fusionismo dell’ultralibertarismo postradicale e neoreazionario e dell’ultraclericalismo dell’estremismo moderato, mediati da un garantismo giustizialista non disgiunto dall’anarchismo nazionalista del proletariato aristocratico. Chiaro?

Il nostro programma completo sarà stampato, in elegante veste tipografica, in 24 volumi per complessive 25948 pagine, più un aggiornamento che, essendo un aggiornamento, verrà aggiornato continuamente secondo i ghiribizzi e le paturnie dei vari candidati, sostenitori, fiancheggiatori, amici, parenti e conoscenti e secondo gli umori dello zio Peppino il quale, essendo un bastian contrario per natura, ha sempre qualcosa da aggiungere.
Il programma verrà sottoposto ad approvazione dei cittadini i quali potranno, inoltre, scegliere i candidati nel corso di regolari elezioni primarie, secondarie e terziarie francescane che voteranno in convento a favore e convento contrario, tanto per garantire la par condicio.

Il nome, il simbolo.
Seguendo l’abitudine diffusa di adottare simboli di ispirazione naturalistica, alberi e fiori in particolare (garofano, margherita, quercia, ulivo), anche noi abbiamo deciso di adeguarci.
Ma per dimostrare da subito la grande democrazia e la natura popolare del movimento, piuttosto che scegliere fiori o alberi pregiati, abbiamo optato per un modesto ortaggio: il cavolo.
Dopo il PD ed il PDL abbiamo il  PDC: il Partito del Cavolo.

Aderisci anche tu al Partito del cavolo e risolveremo tutti i problemi, anche quelli che non hai.
- Col cavolo troverai un lavoro fisso.
- Col cavolo avrai uno stipendio sicuro.
- Col cavolo avrai una casa.
- Col cavolo avrai una pensione garantita.

Che cavolo volete di più?

L’inno del Cavolo (Parole di Circostanza, musica di Atmosfera)

Con verze e cavolfiori
nessuno resta fuori.
Cavoli e broccoletti
Saremo tutti eletti.
Col broccolo e col cavolo
Si mangia tutti a un tavolo.
Col cavolo che avanza
Ci riempirem la panza.
Sosteneteci.
Col cavolo risolveremo tutti i problemi e fin da oggi promettiamo e garantiamo “Più cavoli a merenda per tutti”.
Aderite numerosi, altrimenti saranno cavoli vostri!

Nell’immagine sotto il ritratto ufficiale del fondatore e Presidente onorario del partito del cavolo.

POLITICA
5 febbraio 2013
Visioni elettorali
 

Il clima elettorale favorisce gli scontri dialettici e stimola la fantasia dei maggiori competitori. Ma può avere anche spiacevoli ed imprevisti effetti dovuti all’eccesso di lavoro e di affaticamento mentale. Così, in certi momenti di particolare tensione emotiva possono verificarsi stati di allucinazione, estasi o visioni mistiche.

E’ il caso di Nichi Vendola che, pur impegnatissimo a rincorrere Bersani per assicurarsi un posto in Parlamento, non perde occasione di dichiarare, come riportato sulla stampa nei giorni scorsi, che è sempre innamoratissimo del suo compagno Eddy e continua a sognare di sposarlo con una bella cerimonia in chiesa, con benedizione del prete, marcia nuziale, fiori d’arancio, abito bianco, paggetti e damigelle che reggono il velo,  confetti e “Viva gli sposi“.  Che carini, fanno tenerezza, come i fidanzatini di Peynet…

E’ uno degli effetti collaterali del gravoso impegno elettorale. Si può perdere il senso della realtà; e del ridicolo.

Vedo la luce“, esclamavano in estasi i Blues Brothers, colpiti dal raggio divino. I nostri esponenti politici, invece, in stato di trans (no, Luxuria non c’entra), alzano lo sguardo al cielo e, in apparente stato di grazia,  hanno le loro visoni mistiche. Beh, non proprio mistiche, diciamo più prosaiche. Ecco un esempio…

La visione ottimistica di Bersani

 

La visione di Renzi, il rottamatore rottamato

 

La visione edonistica di Berlusconi

POLITICA
13 dicembre 2012
Telethon for Brunetta
 

L’ex ministro Brunetta ha dichiarato di essere in difficoltà economica: “Non ho i soldi per pagare l’IMU“. Dice che ha dovuto chiedere un prestito in banca per pagare la tassa! Scatta subito la solidarietà internazionale.  La prima iniziativa è un’edizione speciale di Telethon “L’Imu…rtacci tua!”, per raccogliere fondi da destinare all’ex ministro. Anche all’estero nascono varie iniziative. Dalla  Libia è già partita una nave carica di datteri, nei Caraibi è iniziata una  raccolta di banane ed in Arabia parte la campagna “Un cammello per Brunetta“. Lì, avendo qualche problema a fare campagne tramite Sms, preferiscono gli scambi in natura. A Nairobi stanno organizzando un grande concerto per il nostro Renatino “Africa for Brunetta“. Già, il nostro ex ministro si chiama Renato, come il grande Rascel e Renato Zero. Ma Rascel era più alto e Zero è più serio (il che è tutto dire!).

Anche diverse associazioni umanitarie hanno lanciato una raccolta fondi attraverso l’invio di un sms solidale, chiedendo due euro per la campagna “Salva il ministro povero“. Povero ministro, com’è caduto in basso. Del resto non è difficile per lui cadere in basso, visto che è già terra terra; più basso di così c’è solo la Bassa padana. Così basso che, data la statura, non potendo fare il ministro intero, faceva il ministro part time, a mezzo servizio. Una specie di “Mezzo ministro“. Ce ne vogliono due per fare un ministro intero.

E poi c’è ancora qualcuno che non capisce l’ondata di antipolitica e la disaffezione dei cittadini per questa classe dirigente. Molti anni fa Renzo Arbore costituì un’orchestrina; si chiamava “I senza vergogna“. Se dovessero ricostituire la formazione musicale potrebbero chiamare il nostro ministro senza vergogna e nominarlo direttore della banda. Se lo è meritato sul campo, per alti meriti. Beh, non proprio alti; diciamo alticci!

POLITICA
2 dicembre 2012
Primarie e dentiere

Bersani vince le primarie e Prodi perde la dentiera.  Questo almeno è quanto si deduce vedendo l’immagine che accompagna la notizia ANSA di poco fa: “Primarie: Prodi, una battaglia vera“. Sulla risatina sdentata di Prodi scrissi già un post nel 2010, notando come fosse un caso unico nella specie umana. Infatti, l’effetto principale e caratteristico della risata degli umani (quelli normali) è proprio quello di mostrare i denti. Unica eccezione in tutto il creato è Prodi: quando ride spariscono i denti, come se gli fosse caduta la dentiera (La risata: Berlusconi e Prodi).

E’ un fatto molto curioso che dovrebbe  interessare gli esperti di fisiognomica i quali dovrebbero cercare le cause di questa anomalia genetica e, possibilmente, fornire una risposta. Si tratterà di un caso speciale di incidente di percorso nell’evoluzione della specie? Oppure il nostro Mortadella nasconde i denti perché…ha paura che glieli rubino? Mah, certo che vedere la sua risatina è sempre inquietante. Eccolo…

POLITICA
22 novembre 2012
Teste e testicoli
 

Scandalo e indignazione per la foto di un politico spagnolo (Carlos Delgado, responsabile del Turismo per le Isole Baleari) che si fa fotografare con un cervo morto e, soprattutto, con i testicoli del cervo in testa come trofeo. Tanto clamore per due testicoli in testa. E nessuno, invece, si meraviglia che ci sia un sacco di gente, lo capisci da come parlano e ragionano, che hanno la testa nei testicoli.

Il duo comico-parlamentare-creativo Bongiorno-Carfagna ha presentato un ddl che prevede l’ergastolo per il femminicidio: l’omicidio di una donna in quanto donna! Sembra una battuta, invece, purtroppo, è una notizia vera. Successivamente presenteranno, forse, un altro ddl che prevede l’ergastolo per l’omicidio dell’uomo in quanto uomo, per l’omicidio dei trans in quanto trans, per l’omicidio degli idraulici in quanto idraulici e l’omicidio della suocera in quanto suocera. In futuro, forse, presenteranno un ddl in cui si prevede l’ergastolo per l’omicidio di un politico in quanto politico. In questo caso, però, si potrà godere delle attenuanti generiche.

E ridono! Cosa avranno da ridere? Boh, forse ridono perché la loro non è una proposta seria, magari è uno scherzo molto in anticipo sul 1° aprile. No? E dire che ci sarebbe tanto da fare in campagna. E’ appena finita la stagione dei pomodori, comincia quella dei carciofi. C’è tanto bisogno di braccia in agricoltura.

In casa PDL, intanto, ci si prepara alla lotta, tutti contro tutti, per le annunciate “primarie“. Sono candidati in 12, come gli apostoli. Già partita la caccia e le scommesse su chi sia il Giuda. Fra gli altri c’è Samorì, quello che parla come quel personaggio comico di Zelig; l’assessore alle varie ed eventuali. C’è anche Giorgia Meloni, quella specie di Gianburrasca che ha eternamente gli occhi sbarrati dalla meraviglia perché continua a chiedersi incredula: “Ma davvero io ero ministro?”.

Sempre nel PDL un gruppetto di una decina di parlamentari annuncia di uscire e formare un nuovo movimento “Italia libera“. Fra i firmatari, gente di grande prestigio e carisma; Bertolini, Stracquadanio, Stradella, Pecorella e Tortoli. Il loro livello di prestigio e notorietà è lo stesso del “Carneade, chi era costui?“ di don Abbondio. Ma tant’è, loro ci credono. Ormai anche tata Lucia e Gigi er macellaro sono convinti di poter fare politica: più bistecche per tutti!

Mentre è in corso il fuggi fuggi generale nell’Italia dei valori, Massimo Donadi, ha annunciato la nascita di un nuovo soggetto politico. Ne sentivamo proprio la mancanza. Si chiamerà “Diritti e libertà“. Anche l’ex ministro Giulio Tremonti, per non essere secondo a nessuno, ha annunciato la nascita di un suo movimento “Lavoro e libertà” e parteciperà a tutte le consultazioni elettorali. E’ scoppiata una specie di partitomania, una corsa a chi riesce a farsi il suo partitino personale fai da te. Anche Cicciolina, del resto, ha annunciato la nascita di un suo partito “D.N.A. Democrazia, natura, amore“. Manca solo Rocco Siffredi che fondi un suo partito “Gnocca e libertà“.

La libertà c’è sempre di mezzo, come il prezzemolo: Diritti e libertà, Popolo della libertà, Futuro e libertà di Fini, Sinistra e libertà di Vendola, Italia libera dei fuorusciti PDL, Lavoro e libertà di Tremonti. Sembra che gli italiani siano tutti schiavi in catene che lottano per la liberazione dalla schiavitù. In verità di libertà ce n’è fin troppa. Tanto è vero che questi “furbetti del parlamentino” sono liberissimi di continuare da decenni a prendere per i fondelli gli italiani, facendo finta di occuparsi di politica. Tanto fanno e sbraitano, inneggiando alla libertà, con l’unico scopo di mantenere i privilegi acquisiti. E per farlo, ogni tanto fanno finta di rinnovarsi; cambiano nome, stemmi, bandiere, segretari, inni. Insomma, per sopravvivere, periodicamente cambiano pelle: come i serpenti.

Ma ormai, dopo Rutelli che ha un partito che rappresenta l’1% e pretende di governare l’Italia, Fini che ha fondato Futuro e libertà e che nel futuro avrà molta libertà, tanta libertà che potrà starsene a casa a giocare al piccolo Giuda, Grillo che, stanco di fare il comico, fonda il movimento M5S, Flavia Vento (!?) e Rocco Casalino (!?) che vogliono candidarsi con Grillo, Montezemolo che scende in campo e anche lui fonda un nuovo movimento “Italia futura“, fra poco ci saranno tanti partiti quanti sono gli italiani. Non ci sarà più bisogno di fare primarie, né secondarie. Ognuno vota per sé.

Anche Rosi Bindi che, a norma di statuto PD, non potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni, ha annunciato che chiederà una deroga al partito per ripresentarsi. Un grande rischio, perché in tempi di radicale rinnovamento e di rottamazione dei vecchi dirigenti, la nostra pasionaria cattocomunista rischia di non essere votata. Ma forse è proprio questo il fine segreto della lungimirante e furbacchiona Rosi. E’ l’unico modo per sperare di essere…trombata!

POLITICA
7 maggio 2011
Libia,ribelli e banane
           

I ribelli libici sono in crisi. Anzi, come ha dichiarato un rappresentante dei ribelli presente alla riunione dei “Volenterosi” a Roma, “rischiano la bancarotta“; come una qualunque impresa, azienda o società quotata in borsa. E visto che rischiano il fallimento e non possono nemmeno far ricorso alla cassa integrazione per ribelli disoccupati, chiedono aiuto, un piccolo aiutino di almeno 2 o 3 miliardi di dollari. Immediata la conferma di sostegno da parte dei “Volenterosi”. Anche il Qatar ha assicurato un finanziamento di 500 milioni di dollari.

Hanno ragione, poverini. Oggi fare i ribelli non è mica come una volta, quando si muovevano a piedi e si rifugiavano nelle foreste. Questi, come abbiamo visto dai servizi in TV, fanno la guerra in pick up! E quelli costano un sacco di soldi, consumano un mare di benzina e quegli esosi dei distributori non gli riconoscono nemmeno lo “sconto ribelli“. Di questo passo, per pagarsi le spese della rivolta, dovranno andare in banca e chiedere un mutuo trentennale. Via, non è serio chiedere un mutuo per fare i ribelli. Ne va della loro reputazione. Ecco perché 2 o 3 miliardini di dollari mi sembrano una richiesta ragionevole. Il minimo per dei ribelli che si rispettino.

Noi che, invece, dobbiamo fare i conti con la crisi, i tagli alle spese ed il debito pubblico, cercheremo di sostenere la causa organizzando una raccolta fondi volontaria. Che so, attraverso la vendita in appositi gazebo nelle piazze d’Italia, di graziosi cestini con datteri e banane di provenienza libica. Ma attenti, che siano quelli con il logo “Le banane del ribelle – Sono buone, sono belle“. Diffidate delle imitazioni. Pare che siano già pronti per essere immessi nella vendita dei cestini taroccati di provenienza cinese. Si riconoscono perché, non avendo i cinesi grande dimestichezza con i frutti tropicali, le banane sono dritte. Oppure si potrebbe organizzare una bella maratona televisiva “Telethon for Libia”. Sul tabellone invece che scorrere i dati sulla somma di denaro scorreranno direttamente i dati sulle armi (fucili, mitragliatrici, bombe, lanciarazzi) che sarà possibile acquistare e donare ai ribelli.

Il 1° maggio in “Bombe intelligenti” scrivevo: “…appena finita la “missione umanitaria” e fatto l’elenco dei danni, comincerà la corsa alla solidarietà, a suon di milioni di euro, per la ricostruzione. Noi siamo fatti così, prima distruggiamo, ma poi paghiamo le spese della ricostruzione“. Non ho dovuto aspettare molto per avere la conferma. Avantieri, nel vertice di Roma, si è infatti deciso di costituire un “Fondo speciale di solidarietà“, per sostenere finanziariamente i ribelli e per cominciare a pensare alla ricostruzione. Lo hanno definito “Un nuovo piano Marshall“. Ecco il titolo del Corriere…

Corriere Libia

Come volevasi dimostrare. Prima bombardiamo e distruggiamo, poi paghiamo le spese della ricostruzione di ciò che abbiamo distrutto con le nostre bombe. Si può essere più stupidi di così? Sì, forse con un piccolo sforzo di fantasia sarebbe possibile. Ma anche così siamo già ad un ottimo livello.

Intanto, giusto per ricordarci che lui è Nobel per la pace e che, quindi, non è secondo a nessuno, il presidente Barack Obama, la settimana scorsa, ha dichiarato di aver già stanziato a favore dei ribelli la bella sommetta di 30 milioni di dollari, per l’acquisto di ambulanze e materiale sanitario. A occhio e croce sono circa 40 miliardi di vecchie lirette. Cavolo, quaranta miliardi per acquistare ambulanze? Ragazzi, ma quanto costano le ambulanze a Bengasi? Boh !?

 

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